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Un carnevale internazionale

Iscritto nel “Registro delle eredità immateriali” della Sicilia, ed inserito tra “Carnevali Storici d’Italia” dal Ministero dei Beni Culturali. Il Carnevale di Misterbianco è tra i carnevali italiani più noti a livello internazionale.
Si pensi che quest’anno i suoi costumi sono stati richiesti dall’Ente del Turismo Cinese per il carnevale ad Hong Kong.
Ma hanno suscitato anche l’interesse dall’ente del turismo Francese per la “Fête du Citron in Costa Azzurra a Mentone, richiesta persino da  Tunisia ed Arabia Saudita.

Gli albori della festa.

Il Carnevale di Misterbianco ha origini antiche risale infatti agli anni quaranta e ad una tradizione legata ad una sorta di commedia dell’arte siciliana “A MASCARA”.
Improvvisate compagnie locali si cimentavano in vere recite la domenica di carnevale, la gente del paese si riversava nelle piazze per assistere alle performance teatrali di amici e parenti attori per un giorno.

 

Alla recita si aggiungono i balli e le feste.

Nel dopoguerra alla “Mascara” vennero affiancati “I tambureddi”, locali da ballo al chiuso realizzati all’interno di case dove si ballava in maschera sin dalle prime ore del pomeriggio.
Il nome tambureddi risale  alle musiche di tamburini e fischietti che affiancavano il  suono di un grammofono a tromba.

Il fascino del “domino”.

A partire dagli anni cinquanta alle tradizioni carnascialesche si aggiunsero “I fistini”, dove si danzava nei quartieri fino a tarda sera.
Questi veglioni venivano preceduti da un “ballo in piazza”dove i giovani del paese aspettavano ai bordi della piazzetta che le ragazze, con un “domino” di raso nero, con cappuccio, maschera e veletta, venissero ad invitarli a ballare.

come Ivrea ma con le uova

Nel “giovedì delle comari” le donne andavano in giro a farsi visita per mangiare insieme e soprattutto per diffondere i pettegolezzi del paese.
Un fascino particolare assumeva poi il martedì grasso, quando, ci si scatenavano nella “cuppiata”, una battaglia a suon di lancio di uova che iniziava nelle prime ore del pomeriggio e si concludeva all’imbrunire con il suggestivo  rogo del “Re Carnevale”, un pupazzo di pezza e paglia con collane di salsicce, che era facile vedere sui tetti, nei cortili o sui cancelli delle case.
Quella fiammata, che sprigionava il fantoccio, era una sorta di liberazione dagli eccessi del carnevale.

Gli Anni 80 e l’evoluzione della festa.

Con la fine degli anni settanta il carnevale cambiò e così pure le tradizioni qualche gruppo cominciò a organizzare le “maschere spontanee”, facendole sfilare per le strade del centro storico di Misterbianco. Nacquero i primi carri e i primi costumi. Gli anni ottanta segnarono la svolta storica e, grazie ai soci del Circolo Universitario e Professionisti , fecero la loro apparizione per le vie del paese i primi fantasiosi costumi che, in breve tempo rimpiazzarono i “veglioni”, il “ballo in piazza” e l’uso dei luccicanti “dominò”.

una parata colossale con i costumi più belli di Sicilia.

Il1981 segna la svolta storica con Turi Campanazza e Tanino Squadrito, che presentarono rispettivamente l’OLD WEST e INTERNATIONAL CIRCAZZO, il risultato entusiasmante della sfilata, auspicò una ripetizione annuale dell’iniziativa. Che da allora diventò sempre più importante e sofisticata , i carri scenografici accompagnati da centinaia di figuranti con i costumi più belli della Sicilia da allora allietano le vie del centro storico.

 

 

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